Charles Dickens’ London
Charles Dickens fu un celebre scrittore inglese del 1800 e trascorse tutta la sua vita a Londra. Le sue descrizioni del XIX secolo consentono ai suoi lettori di sperimentare i luoghi, i suoni e gli odori della vecchia città.
La Londra vittoriana era la città più grande in Europa continuamente in espansione. Il prezzo da pagare era la grandissima sporcizia, il cattivo odore e le ciminiere di fumo di carbone. Un altro fatto era la grandissima presenza di carri e carrozze trainati da bovini e cavalli che sporcavano le strade con il letame e paglia facendo peggiorare la situazione.
Uno dei suoi romanzi più famosi in cui viene descritta la città di Londra è Oliver Twist, romanzo sociale come denuncia alla povertà, al lavoro minorile e alla criminalità suburbana.
L’omonimo protagonista lo vediamo spostarsi in diverse zone londinesi durante la maggior parte dell’opera.
Analizziamo qui di seguito alcuni capitoli del libro:
. Nell’ottavo capitolo vediamo Oliver dirigersi verso Londra. Inizia con una descrizione di uno scorcio di città con strade affollate di persone e botteghe su ambo i lati della strada
. Nel capitolo 12 la scena cambia, vediamo Oliver in un’auto che ripercorre le strade della capitale fermandosi poco dopo Islington
. Successivamente la scena cambia, vediamo Oliver e Nancy camminare per le vie sporche della città sbucando in un sudicio vicolo pieno di botteghe
.Una più ampia la troviamo nel 19 capitolo mappatura è il percorso che Oliver intreprende con Bill Sikes attraverso il mercato sulla strada
«Era giorno di mercato; il terreno era un pantano cosparso di immondizie; un vapore greve e denso saliva dai corpi degli animali a mescolarsi con la nebbia, raggiungeva il fumo che usciva dai camini, ondeggiava per l’aria. Nei recinti al centro della vasta area del mercato e negli stalli si pigiavano pecore e agnelli; buoi e mucche e cavalli erano legati ai pali, al lato esterno delle palizzate. Contadini, macellai, venditori ambulanti, mozzi di stalla, ragazzi, ladri, oziosi e vagabondi si aggiravano lì attorno alla rinfusa; i fischi degli uomini, i latrati dei cani, e muggiti, belati, grugniti echeggiavano nell’aria fra urli, bestemmie, richiami; lo squillare della campanelle del bestiame, il vociare, la ressa, gli spintoni, lo strepito, il clamore, le figure sudice e barbute che si aggiravano qua e là facevano pensare alla famosa torre di Babele.»
. Per ultimo nel capitolo 21 i due personaggi toccano diversi luoghi della città: passando da Bethnal a Green Road, arrivando a Long Lane, campanile di Saint Andrew, Kensington, Isleworth, Lower Halliford e infine Sheppertone.
In conclusione nell’opera ci sono 200 riferimenti di luoghi diversi di Londra, in quanto i personaggi spiegavano ogni strada che percorrevano e luogo in cui si trovavano. Questo è uno dei tanti esempi in cui vediamo l’introduzione della città all’interno della letteratura.

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